Il progetto mira a costruire un osservatorio sui processi di ridefinizione dell’identità Italiana derivanti dalla presenza delle cosiddette seconde generazioni tra i giovani della regione Campania.

% di Cittadini Stranieri iscritti nelle scuole italiane (rapporto nazionale della Fondazione ISMU e del MIUR, per l’a.s. 2013/2014)

A differenza dei contesti del Nord Italia, oltretutto, le migrazioni fino a tempi recentissimi hanno toccato solo in misura marginale la provincia del mezzogiorno concentrandosi in aree strategiche (contesti urbani ed aree di agricoltura intensiva).

Questi fenomeni mostrerebbero l’esistenza di “due Campanie” per quanto riguarda le seconde generazioni: a contesti dove la loro presenza risulta pressoché nulla se ne sovrappongo altri dove sussistono concentrazioni (come in alcune aree della Piana del Sele nel salernitano) che arrivano fino a 1/3 della popolazione scolastica.

 

Nella fascia d’età tra i 14 e i 18, il momento centrale della costruzione di una coscienza individuale, i giovani campani con background migratorio, difatti si trovano a vivere una vera e propria condizione di subalternità. Nonostante più di ¾ dei minori siano nati e cresciuti in Campania, agiscono su di loro forti processi di differenziazione rispetto ai loro coetanei: dalle forme di differenziazione istituzionale a processi di etno-razzializzazione quotidiani

 

A ciò si aggiunge la precarietà socioeconomica e le difficoltà abitative di molte delle loro famiglie. È possibile affermare, dunque, che una vera e propria “condizione di seconda generazione” agisca sulla vita dei giovani campani con background migratorio, e questa condizione si riversa sui loro percorsi di vita. I tassi di abbandono scolastico sono incredibilmente più altri tra i giovani di origine straniera rispetto agli autoctoni. In media, tra i 14 e i 18 anni solo due ragazzi con background migratorio su tre sono iscritti a scuola, con un tasso di scolarità che addirittura scende sotto il 40% per i neomaggiorenni. 

I figli di migranti rappresentano oggigiorno una consistente componente importante all’interno della popolazione scolastica del territorio campano. I numerosi lavori di analisi e di intervento sul fenomeno hanno messo in luce i livelli di inclusione e le questioni di tipo sociale derivanti dalla presenza di una nuova generazione di giovani nati o cresciuti in Italia da genitori migranti. Poca attenzione invece è stata riservata agli effetti di questa presenza nella società. La presenza dei figli dei migranti sta co-producendo nuove identità collettive che stanno ridefinendo le idee alla base del concetto stesso di Italianità.

 

L’osservatorio regionale sulle nuove Italianità vuole mettere al centro dell’attenzione questo processo, comprenderne la valenza e proporre un metodo volto a valorizzare le nuove italianità emergenti e a rimuovere gli ostacoli che impediscono la costruzione di un’Italia multiculturale.
Il progetto, che si concentra sulla popolazione scolastica delle scuole secondarie di secondo grado, si articolerà su tre assi fondamentali:

 

 

L’osservatorio regionale sulle nuove italianità, in cui FBNAI avrà un ruolo fondamentale nell’attività di disseminazione e comunicazione del progetto, mira rappresentare un punto di osservazione privilegiato sulle dinamiche che stanno cambiando il paesaggio culturale della nazione e un laboratorio per costruire nuove pratiche su cosa significhi essere italiani.

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